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martedì 26 giugno 2012

CREMA DI MORE


Tre ricorrenze… una megafesta il 30 giugno… ci vuole qualcosa di veramente speciale per festeggiare LUI e LEI J
Appena ho visto il loro contest, avevo già in mente quello che avrei proposto, qualcosa di fresco e adatto a una serata estiva, una piccola dolce coccola per brindare al loro grande amore. Eh si, perché, due delle ricorrenze sono l’anniversario di matrimonio e quello di fidanzamento… davvero romantici!
In loro onore, ho scelto questa delicatissima crema di more, la sua preparazione è simile a quella dei “"bicchieri di fragole", ma il sapore è assolutamente inedito!  Ho pensato di combinare questo “dolce d’Anniversario” con due colori che, personalmente, trovo molto eleganti: l’oro e una particolare tonalità di bordeaux, simile a quella della mora.
E avendo espressamente richiesto anche una presentazione che li faccia sognare, non potevo tralasciare un richiamo romantico, perciò ho trasformato del semplice nastro di organza in piccoli cuori e li ho fissati, con del nastro dorato, allo stelo di ogni bicchierino.
Carissimi Valeria e Giuseppe, non conosco  il numero di tutti gli amici che saranno ospiti della vostra festa, e quindi non so se questo dolce sarà fattibile, ma avevo comunque il piacere di regalarvi qualcosa di speciale. Vi auguro tantissima felicità e tantissimi altri anniversari insieme!
Auguri, auguri, auguri! anche per il vostro compliblog J
Per 16 bicchierini

Crema di more
250 gr more
succo mezzo limone
80 gr zucchero semolato
50 ml Crème de Mûre (liquore alla mora)
2 fogli gelatina alimentare (10 gr)
200 ml panna fresca

Sciroppo di more: con questa dose ne viene parecchio, potrete comunque tenerlo in frigo per diverse settimane e utilizzarlo, allungato con dell’acqua, per servire una bibita rinfrescante J
250 gr more
175 gr zucchero semolato
1 cucchiaio succo limone
250 ml acqua

Lavate le more velocemente.

Preparate lo sciroppo mettendo tutti gli ingredienti in un pentolino, lasciate cuocere per circa 15 minuti, frullate (volendo uno sciroppo più fine, potete passarlo anche al setaccio - vedi ulteriore nota in fondo al post) e rimettete sul fuoco ancora per 10 minuti. Lasciate raffreddare.
Versate un goccio di questo sciroppo sul fondo di ogni bicchierino e trasferiteli in frigo (ho preferito non aggiungere alcun addensante allo sciroppo, in modo da avere un fondo morbidissimo).

Per preparare la crema: frullate le more con il succo del limone, lo zucchero e la crème de mûre. Trasferite in una ciotola.
Ammorbidite i fogli di gelatina in acqua fredda, strizzateli e scioglieteli per qualche secondo nel microonde, alla bassa potenza (oppure, con un goccio di acqua, su fiamma molto bassa). Mescolate qualche cucchiaio del composto di more alla gelatina e poi unite al resto del composto, amalgamando bene.
Montate la panna, prelevatene qualche cucchiaio e mescolatela al composto di more. Aggiungete il composto al resto della panna, con movimenti delicati dal basso verso l’alto.
Recuperate i bicchierini, versate delicatamente la crema fino all’orlo e rimetteteli in frigo per almeno 8 ore (acquisterà maggior sapore se verrà lasciata riposare per almeno una notte).

Ho decorato la superficie con i piccoli “chicchi” che formano il frutto: in pratica, ho messo qualche mora a congelare e successivamente le ho sgranate  con la punta di un coltellino.

Ho acquistato il liquore in Francia, 
è parente della “Crème de Cassis” e lo trovate ovunque, anche nei loro supermercati. Ho provato anche lui aggiunto allo spumante… un ottimo aperitivo J

p.s.
i bicchierini che ho utilizzato sono quelli da liquore, li trovate in vendita all’Ikea (confezione da 6).


Con questa crema partecipo al contest di Lui e Lei in Cucina
A presto
Liz

Quando ho scritto il post era un po' tardi... mi sono accorta che non vi ho detto due cose importanti.
Per lo sciroppo di more: quello che viene messo nei bicchierini deve avere una consistenza tipo marmellata perciò, se qualcuno desiderasse averlo più fine per le bevande, dovrà passarlo al setaccio, ma solo dopo aver prelevato la dose necessaria per il fondo dei bicchierini.
Per il liquore: se non riusciste a trovarlo, o qualcuno non gradisse la nota alcolica, sostituitelo con la stessa quantità di acqua.
Buona giornata
Liz 

domenica 13 maggio 2012

MOUSSE ALLE FRAGOLE


Mi è stato chiesto da una cara amica un suggerimento per preparare un dolce, ma non troppo dolce…
Non è semplice trovarlo, anche se si ha un archivio immenso come il mio, davvero! E infatti, nonostante abbia sfogliato pagine e pagine, il “dolce poco dolce” non è proprio uscito! Ho quindi pensato di fare un test con una ricetta classica e soprattutto di stagione. Questa mousse, secondo me, riesce a compensare la dose di zucchero mancante grazie al sapore intenso delle fragole. Mi raccomando, puntate soprattutto sulla loro qualità, che dovrà essere ASSOLUTAMENTE SUPER!
E visto che la ricerca del “dolce non troppo dolce” mi è stata lanciata anche come sfida, ho pensato di sfruttarla per partecipare a un contest, davvero particolare…
Trovare una ricetta che abbia pochi ingredienti non è così banale, anche in questo caso non è mancata una intensa attività di giri di pagine… ma è solo ieri, proprio mentre spuntavo gli ingredienti di questa mousse, e pensavo a quanto, nella sua semplicità e velocità, fosse un dolce davvero buonissimo, grazie soprattutto alla qualità dell’ingrediente principale, che i conti sono tornati! “5, solo 5” sono gli ingredienti di questa mousse! Ed  è con questo dolce al cucchiaio che partecipo al CONTEST di Valentina del blog "Leivinvita" e di Valeria del blog "Al cuoco!"

Per 4 bicchieri
250 gr fragole: una parte vi servirà per la purea di fragole (250 gr) e il resto per il decoro e per arricchire l’interno della mousse
1 foglio gelatina alimentare
1 albume (a temperatura ambiente)
10 gr zucchero a velo (per un assaggio più dolce 25 gr)
100 ml panna fresca
Lavate velocemente le fragole (non staccate il picciolo, lo farete successivamente).
Tagliatene una parte a fettine, in verticale: tenete solo quelle centrali che serviranno per decorare il fondo del bicchiere e la superficie della mousse
Tagliatene qualcuna a cubetti regolari: saranno quelle che verranno “affogate” nella mousse.
Frullate il resto della fragole (e gli scarti dei precedenti tagli) fino ad ottenere una purea (150 gr). Volendo una consistenza più fine, passatela al setaccio.
Ammollate la gelatina in acqua fredda. Quando il foglio si sarà ammorbidito, strizzatelo e scioglietelo per qualche secondo nel microonde alla bassa potenza (o sul fuoco a fiamma dolcissima).
Aggiungete qualche cucchiaio di purea di fragole, mescolate bene e ripassate ancora per qualche secondo nel microonde (o sul fuoco). Versate la gelatina nella restante purea, amalgamando nuovamente.
Montate l’albume a neve ferma aggiungendo lo zucchero a velo  a metà della lavorazione.
Unite all’albume montato il composto di fragole, un poco alla volta e con movimenti delicati dal basso verso l’alto.
Montate infine anche la panna e unitela a composto, sempre un poco alla volta e con i soliti movimenti delicati dal basso verso l’alto.
Per servire una mousse consiglio quasi sempre un bel bicchiere, in questo caso e’ d’obbligo J
Prendete le fette di fragola (cercate di utilizzare quelle della stessa dimensione, eventualmente aggiustatele tagliando la base) e posizionatele sul fondo del bicchiere, facendole aderire bene alle pareti. Aiutandovi con un cucchiaio, versate  – delicatamente – qualche cucchiaio di mousse, aggiungete qualche cubetto di fragola e coprite con altra mousse, procedete con altri cubetti e altra mousse fino ad arrivare al bordo. Trasferite in frigo per almeno 5 ore.
Tenete al fresco anche le fettine di fragola che vi serviranno per decorare la superficie della mousse, da appoggiare poco prima di servire.

E visto che ci sono tante occasioni speciali per questa mousse, una cenetta romantica, il contest e la festa della mamma, per servire i bicchierini ho pensato a una base easy chic: dei piattini da dolce con un bel nastro animato, assolutamente rosa.  
Cara Gemma, spero che questo dolce sia all’altezza della tua cenetta J
Grazie Valentina e Valeria, avete proposto un bellissimo contest e ancora auguri per il blogcompleanno J 
E infine TANTI AUGURI MAMMI e AUGURI ANCHE A TUTTE LE ALTRE MAMME
Liz 

domenica 12 febbraio 2012

CUORICINI AL GIANDUIA

Chi segue “La classe della maestra Valentina” sa che la mia sorellina è sempre alla ricerca di contest che riguardono la creatività.
Capita spesso che si lamenti con me per la loro scarsità, mentre  per la cucina ci sono sempre innumerevoli occasioni. Lo scorso anno sono riuscita a partecipare a diversi contest, non vi dico ogni volta che glielo comunicavo!
Ma grazie ad alcune sue followers, molto attente a questo suo desiderio, le sono arrivate diverse segnalazioni di contest creativi in corso e così, anche lei, negli ultimi mesi ha potuto confrontarsi con altre “colleghe”. Grazie ragazze, l’avete fatta davvero felice! Ma tant’e’… avevo appena deciso di prendermi la pausa per inventario, quando  ricevo questo suo sms “vai a curiosare questo blog, c’e’ un contest in corso, è  per due categorie, “decorazione” e “piccola pasticceria”… si parla di cuori… partecipIAMO?” 
Quando eravamo insieme nella cuisine, ricordo che avevamo partecipato al nostro primo contest proprio in questo periodo… giusto con qualche cuore e tante risate… in ricordo dei bei vecchi tempi (che nostalgia!) come potevo dirle di no? J
E così, con questi piccoli cuori, partecipo al contest "Con tutto il cuore" di Ledolcicreazionidimaria per la sezione “piccola pasticceria”
Dovendo preparare un dolce a forma di cuore, ho subito pensato di creare qualcosa che, oltre alla forma, racchiudesse al suo interno, nel cuore, una sorpresa… tra quelli possibili, ho scelto la Sacher, una torta che, in versione originale non amo tantissimo, ma che mi è sembrata perfetta per realizzare quello che mi passava per la testa… senza tralasciare un tocco personale J.
Cuore = Rosso: eliminata la marmellata di albicocche e inserita una  marmellata rosso lampone…
… Cuore = Amore: volevo un sapore più delicato e quindi una copertura al cioccolato gianduia ha preso il posto di quella al cioccolato fondente...
… Cuore = 2 innamorati: ho aggiunto  un altro cuoricino, una sottile traccia di cioccolato piena di ciuffi di panna montata.

Per 6 cuoricini (dimensioni max larghezza cm 5,5)

Per la torta – stampo diametro 19 cm
50 gr burro (a temperatura ambiente) + 1 piccola noce
20 + 30 gr zucchero semolato
50 gr cioccolato fondente
2 albumi (a temperatura ambiente)
45 gr farina
Marmellata di lamponi

Per la glassa
70 gr cioccolato gianduia
70 ml panna fresca
20 gr zucchero a velo

Per la panna montata
Panna fresca
Zucchero a velo

Preparate l’impasto della torta: lavorate il burro molto morbido con 20 gr di zucchero.
Tritate grossolanamente il cioccolato e scaldatelo a bagnomaria.
Versatelo un poco alla volta nella crema di burro e amalgamate bene.
Montate gli albumi a neve aggiungendo, a metà della lavorazione e un poco alla volta, il restante zucchero (30 gr).
Unite poi il composto di cioccolato amalgamando delicatamente. Infine, aggiungete anche la farina, sempre un poco alla volta e passata attraverso un colino. Mescolate sempre delicatamente e non troppo, in modo da evitare di  smontare l’impasto. La consistenza dell’impasto dovrà risultare simile a  quella di una mousse.
Fate fondere la noce di burro, spennellate il fondo e la parete della tortiera e rivestite con un po’ di zucchero.
Versate l’impasto, livellando delicatamente la superficie, e fate cuocere a 180° per circa 25/30 minuti.
Importante: è meglio che la temperatura del forno sia leggermente più bassa piuttosto che più alta poiché, in quest’ultimo caso, rischierebbe di alzarsi troppo e a fine cottura vi ritrovereste con una torta sgonfia.
Inoltre, fate attenzione che, una volta sfornata e sformata, la differenza di temperatura non la faccia abbassare creando al centro la “conchetta”. Io preferisco sformarla sulla griglia e rimetterla in forno spento e socchiuso per raffreddarla gradualmente.
Quando sarà completamente raffreddata, chiudetela in un foglio di alluminio e dimenticatevela fino al giorno dopo.

Pronte per affrontare la parte più impegnativa? Ho cercato di spiegare il procedimento senza tralasciare alcun passaggio, ma mi rendo conto che non è uno dei dolci più semplici, soprattutto con queste dimensioni… proviamoci J
Prendete la vostra torta e tagliatela a metà.
Aiutino per i principianti: appoggiate il palmo di una mano al centro della torta, prendete un lungo coltello seghettato, incidete la torta in un punto a metà del bordo e affondate la lama fino ad arrivare al centro. Stando sempre con la punta del coltello nel centro,  iniziate a tagliare delicatamente muovendovi  lungo tutta la circonferenza della torta. Essendo una torta delicata, per separare le due metà vi consiglio di aiutarvi con la lama di due coltelli e sollevare con attenzione.
Per tentare di spiegare meglio i prossimi passaggi, ho deciso di dare un nome alle due metà, “base” e “top”: in pratica, la “base” corrisponde alla parte bassa della torta, la “top” a quella superiore. Inoltre, quando parlo di “parte morbida”, intendo quella interna.
Appoggiate i due dischi su un tagliere, in modo da avere la parte  morbida  della torta rivolta verso l’alto (in questo modo si sbriciolerà un po’ meno), e con un tagliabiscotti a cuore incidete le due metà. Separate i cuori della metà “base” da quelli “top” perché, ai fini dell’assemblaggio del dolcino, verranno utilizzati in modo differente.
Passate la marmellata attraverso un colino, in modo da eliminare i semini e diluitela con qualche goccio d’acqua (non esagerate con la quantità, aggiungetela un poco alla volta).
Prendete i cuoricini “top”, spalmate un velo di marmellata sulla parte morbida e coprite con i cuoricini “base”, in modo che la loro parte morbida si incontri con il velo di marmellata: in pratica, è come se aveste capovolto la vostra torta iniziale ovvero, la parte alta dei vostri cuoricini, quella che verrà glassata, non è altro che il fondo della torta, la parte più liscia in assoluto.
Vi siete scoraggiate? Non mollate! 
Prendete il resto della marmellata e, tenendo il cuoricino tra le dita, spalmatela bene sui bordi, riempiendo  i buchi dell’impasto. Appoggiate i cuoricini su una griglia per dolci e coprite anche la superficie con un velo di marmellata.
Trasferite la griglia su una teglia.
Non avete rinunciato vero?! Tenete duro, è il momento della  glassa, l’ultimo step  J
Mettete il cioccolato e la panna in un pentolino (meglio utilizzare uno con il becco) e fate scaldare dolcemente, mescolando. Appena il cioccolato inizierà a sciogliersi, aggiungete lo zucchero e amalgamate bene (non deve assolutamente bollire né surriscaldarsi troppo).
Versate il cioccolato caldissimo al centro di ogni cuoricino: rispetto alla torta intera, la dimensione dei cuori è ridotta, è quindi più  semplice ricoprirli senza dover ruotare o inclinare la griglia per agevolare la copertura. Inoltre, il cioccolato versato caldo,  ha una consistenza che scivola perfettamente sulla superficie, cade anche lungo i bordi e li ricopre con estrema facilità. 
Una delle caratteristiche della torta Sacher è sicuramente la copertura, che deve essere bella lucida e assolutamente liscia quindi… vietato l’uso di qualunque spatola!
Lasciate raffreddare bene i cuori e poi, sollevandoli delicatamente con la lama di una spatola o un largo coltello, trasferiteli nei piatti.
La dose della glassa è superiore alla reale necessità, ma conviene avere una dose abbondante piuttosto che ritrovarsi senza. E la teglia sotto la griglia serve appunto a raccogliere il cioccolato in eccesso… raccoglietelo e utilizzatelo per preparare un altro dolcino, oppure scaldatelo nuovamente, vi basterà avere qualche pezzo di frutta a portata di mano e potrete gustare una golosissima fonduta al cioccolato J

Anche voi volete unire un secondo cuoricino?
Montate la panna con lo zucchero e lasciate riposare in frigo per 1 ora.
In un piccolo biberon da cucina inserite un po’ di cioccolato fuso, (non dovrà essere troppo caldo, lasciatelo leggermente raffreddare, in modo che la consistenza sia più densa) e disegnate la sagoma di un cuore.
Inserite la panna in un sac à poche con bocchetta festonata e, poco prima di servire, decorate l’interno del cuoricino con ciuffetti di panna montata.
Lo so, è un post lunghissimo, ma in questo modo penso di non aver tralasciato alcuni degli accorgimenti fondamentali  per poter confezionare un dolce simile alla Sachertorte. Io ho scoperto questi trucchi a un corso e sono contenta di aver avuto questa occasione per svelarveli… e non finisce qui J
… la parete dei miei cuoricini, nonostante abbia fatto un doppio giro di glassatura, non è liscia come avrei voluto, e questo perché i bordi non hanno la caratteristica crosticina delle torte… provate a preparare la torta intera (o utilizzare degli stampini a cuore), vi assicuro che il risultato sarà migliore. Vi consiglio, però, di non cimentarvi con torte di grossa taglia, a meno che non siate “maestri della glassatura”.  
La Sacher è un tipo di torta che deve essere conservata in un posto fresco, ma non in frigo. Una bella alzatina con una campana di vetro è il luogo perfetto dove riporla J

Buona domenica
Liz

martedì 29 novembre 2011

SEMIFREDDI ALLA CREME DE MARRONS

Per il contest "Dentro il riccio" di Matteo, che ringrazio per avermi invitato, all’inizio ero in dubbio per quale categoria partecipare, la mia indecisione era tra un secondo e un dolce.
E’ stato proprio guardando più volte la bellissima foto, che vedete qua sotto, che mi è venuta l’ispirazione e la mia scelta è… per la categoria dessert, al cucchiaio!
Eh si, perché, come per tante mie proposte, anche questa volta ho giocato con la presentazione e i dolci danno sempre grande soddisfazione J.

Ma partiamo dalla ricetta: proviene da un corso di cucina, è un semifreddo, il cui sapore è delizioso e molto delicato. Ve la passo senza troppe modifiche, ho giusto aggiunto qualche nota che completa alcuni passaggi.

Per la presentazione ho stravolto completamente il look: ho deciso di inserire la “castagna semifredda” all’interno di una coppetta di vetro,  di accompagnarla  con un cuore di crema calda, che ricorda il colore della sua buccia, e di nasconderla con un guscio di morbide spine.

Partiamo con la ricetta del SEMIFREDDO, per riempire 6 coppette 

250 gr crema di marroni
50 gr marrons glacès
200 gr + 1 goccio panna fresca
2 albumi
2 cucchiai rhum scuro
2 fogli gelatina alimentare

Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, strizzatela e fatela sciogliere per qualche minuto sul fuoco in un goccio di panna.
Mescolate la crema di marroni con il rhum, montate la panna, prelevatene due cucchiai e mescolateli alla crema di marroni.
Spezzate i marrons glacès ed uniteli alla crema.
Aggiungete anche la gelatina, amalgamandola molto bene.
Incorporate delicatamente la crema di marroni al resto della panna.
Montate gli albumi a neve ed unite la crema di marroni, sempre un poco alla volta e con movimenti delicati.

Pronte per iniziare a giocare con la presentazione? 
Versate sul fondo delle coppette un cucchiaio di semifreddo, prendete dei cilindri per cannoli, diametro 1,5 cm, inseriteli leggermente nel semifreddo e al centro delle coppette, riempite lo spazio tra il cilindro e le pareti delle coppette con altro semifreddo, fino ad arrivare al bordo, livellate delicatamente  con una spatola la superficie, trasferite in frigo e fate riposare per circa 3 ore.

Nel frattempo preparate la CREMA GANACHE
50 gr cioccolato fondente
40 gr panna fresca
15 gr zucchero semolato

In un pentolino versate la panna e lo zucchero e cuocete a bagnomaria, quando lo zucchero sarà sciolto, allontanate dal fuoco ed aggiungete il cioccolato in pezzi. Mescolate fino a quando il composto non sarà liscio ed omogeneo.
Trasferite la crema in una piccola brocca e lasciatela immersa in un bagnomaria caldo.

Preparate la PANNA MONTATA
Panna fresca
Zucchero a velo

Montate la panna con le fruste e,  a metà della lavorazione, aggiungete un po’ di zucchero a velo.
Trasferite in un sàc a poche e mettete in frigo.

Per terminare la presentazione delle coppette
Recuperatele dal frigo, sfilate i cilindri, ruotandoli e sollevandoli contemporaneamente, con molta delicatezza.

Riempite il cuore dei semifreddi con la crema ganache e decorate la superficie con ciuffetti di panna montata.
Non avendo ospiti a cena, e avendo a disposizione un certo numero di coppette … con il marito abbiamo fatto diverse prove assaggio J
Il semifreddo con la crema calda è una vera bontà, ma potete anche versarla e rimettere le coppette  in frigo, la ganache manterrà comunque una fresca morbidezza, piacevolissima… a voi la scelta J

Non fatevi spaventare dalla lunghezza del testo, preferisco non tralasciare passaggi, per evitare di compromettere la riuscita del dolce. E’ davvero semplicissimo e ha il vantaggio di poter essere preparato anche il giorno prima.

Buona serata
Liz

giovedì 10 novembre 2011

UN CLASSICO INTRAMONTABILE… LA MERINGATA

Tantissimo tempo fa avevo ritagliato da una rivista di moda la foto di un bellissimo abito, l’ho tenuta per anni dentro al portafogli, nella speranza un giorno di poterla affidare ad una sarta per farle confezionare lo stesso vestito.
Si trattava di un tubino, stile Chanel, di colore bianco, senza maniche, con  una scollatura sulla schiena, rifinita da un sottile bordo nero e  trattenuta da tre fiocchi della stessa tinta.
Vi chiederete “ e questo cosa c’entra con la cucina” ?
Ebbene, il ricordo di questa foto è stata la mia ispirazione per partecipare al contest "Moda & Cucina" della Fata Golosa, ha fatto nascere l’idea del  dolce che oggi vi presento e che, in qualche modo, è legato alla moda, alla MIA idea della moda, ovvero Eleganza & Semplicità.
Il tubino nero, il famosissimo “Petite robe noir”, è sicuramente l’abito che ha entrambe le caratteristiche, il capo femminile per eccellenza, un abito senza tempo, con linee semplici, che può essere indossato in qualsiasi tipo di occasione, basta un semplice cambio di accessori.
E per me, in cucina, un classico è “la meringata”, un dolce semplice ed elegante, perfetto per essere servito in qualunque occasione, che può essere presentato in vari formati, racchiudere delle sorprese e combinato con svariate salse.
Purtroppo la foto dell’abito l’ho persa per strada, ma per farvi capire meglio le analogie tra l’indumento e il dolce, vi mostro uno schizzo dell’abito e vi spiego alcuni dettagli (chiedo scusa per gli schizzi… il disegno è una dote che decisamente non mi appartiene).
Ho pensato di presentare la mia meringata in un bicchiere Martini, perché lo stelo richiama l’idea del tubino e la forma della coppa ricorda lo scollo dell’abito. Per quanto riguarda le rifiniture, ho pensato di inserire attorno alla bianca crema un filo di granella di zucchero nero e, all’interno, delle piccole more, leggermente macerate in una Crème de Mure Sauvage. Non mancano poi i 3 fiocchetti, quel  tocco particolare che completa il mio "Petite Robe" preferito, adatto sicuramente per essere indossato durante un’occasione speciale.

Come diceva Madame Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta”…
… e come ho sentito dire di recente da uno stilista (di cui non ricordo il nome) in un contesto di moda & cucina “il sarto acquista i tessuti e crea l’abito, il cuoco acquista gli ingredienti e crea il piatto” J

per 4/6 coppe
250 ml panna fresca
50 gr meringhe
Liquore Crème de Mure Sauvage
More (ho utilizzato quelle della scorsa estate che ho conservato nel freezer, potete sostituirle con quelle in conserva o una confettura)
1 foglio gelatina alimentare
Zucchero nero

Mettete a macerare le more nel liquore.
Spezzate grossolanamente le meringhe.
Ammollate la gelatina in acqua fredda e, dopo averla strizzata, fatela sciogliere per un attimo sul fuoco in un goccio di panna.
Sgocciolate le more e tenete il liquore da parte per il passaggio successivo.
Montate la panna, unite la gelatina e il liquore, mescolate bene ed aggiungete anche i pezzi di meringa, mescolando ancora delicatamente.
(Per chi volesse sostituire le more con una confettura, dovrà diluirla con un po’ di liquore, aggiungerne una parte al composto di meringhe e panna e il resto quando verranno riempite le coppe).
Per rifinire il bordo con lo zucchero, ho inserito nel bicchiere un coppapasta di un  diametro leggermente inferiore, in modo da lasciare un piccolo spazio tra il bordo e la meringata, ho poi riempito le coppe con la crema, affogando qualche mora tra i vari strati e le ho trasferite in frigo per una notte.
Prima di servirle, ho aggiunto lo zucchero lungo i bordi, ho coperto la superficie con “polvere” di meringa ed infine ho rimosso i coppapasta.
Grazie Fata per l’invito, chiedo scusa per il ritardo, è un bellissimo contest, ma avevo bisogno di un po’ di tempo per trovare la giusta ispirazione J.
Buona serata
Liz

venerdì 14 ottobre 2011

TORTINE CON SALSA DI ALBICOCCHE

Come ho già avuto modo di raccontarvi, la mia infanzia è ricca di ricordi legati alla cucina.
La marmellata casalinga è uno di questi: prugne, ciliegie e albicocche erano le mie preferite ed hanno accompagnato tante merende (famoso il panino a forma di cornetto, svuotato della mollica, riempito di morbida marmellata e mangiato come fosse un gelato).
Quella che vinceva su tutte era quella di albicocche, un frutto tanto amato, come testimonia anche l’album dei miei ricordi dove, alla voce “le mie prime parole” è scritto “pococche”. Ero talmente golosa di questo frutto che è stata anche una delle mie prime indigestioni...
Col tempo ho ripreso a mangiarle, ma preferendole cotte o trasformate in una solare marmellata. Mi piace tantissimo utilizzare questo ingrediente, soprattutto per arricchire la base di una torta oppure per servirla come accompagnamento: con l’aggiunta di qualche liquido si trasforma in una golosissima salsa.
Questa ricetta proviene da un corso di cucina, ho preparato spesso questa torta ed ha sempre avuto un grande successo. Ho pensato però di modificarne un po’ la misura e l’aspetto in onore del primo contest di bollibollipentolino in collaborazione con l'azienda agricola il poggio del picchio
Grazie ancora per l’invito, spero che queste tortine piacciano anche a "piccola peste”  J  (ovviamente senza il Porto!)  

Per 6 tortine


Per la pasta
125 gr farina
50 gr burro ammorbidito a temperatura ambiente
30 gr zucchero a velo
1 tuorlo
3 cucchiai latte freddo
1 pizzico sale

Per il ripieno
60 gr farina mandorle
60 gr mandorle tritate
50 gr zucchero semolato
2 uova
50 ml Porto
40 gr mandorle scaglie

Per la salsa
Marmellata di albicocche
Porto
Per la pasta
Lavorate velocemente tutti gli ingredienti (io utilizzo il robot) e trasferite l’impasto in frigo, avvolto in un pezzo di alluminio, per almeno 2 ore.

Per il ripieno
Montate con le fruste i tuorli con 30 gr di zucchero, aggiungete la farina di mandorle, le mandorle tritate, il Porto ed amalgamate bene.
In un’altra ciotola montate gli albumi a neve aggiungendo un po’ alla volta, a metà della lavorazione, il restante zucchero.
Ammorbidite leggermente il composto di tuorli e mandorle aggiungendo un cucchiaio di albumi montati, dopodiché unite il composto al resto degli albumi con movimenti delicati, dall’alto in basso.

Stendete la pasta in sfoglie sottili e rivestite gli stampini (mi raccomando, leggermente imburrati se non utilizzate quelli antiaderenti).
Versate la crema e coprite le tortine con le scaglie di mandorle.
Cuocete in forno a 180° per 25 minuti circa.
Se durante la cottura la superficie risultasse un po’ troppo colorita, appoggiate sulle tortine un foglio di alluminio.

Per la salsa
Diluite la marmellata con qualche cucchiaio di acqua e passatela attraverso un colino.
Poco prima di servire le tortine, scaldatela  sul fuoco e aggiungete, a fiamma spenta, uno o due cucchiai di Porto. Amalgamate bene e versate in una piccola salsiera.

Sformate le tortine, lasciatele leggermente intiepidire, copritele con  un po’ di zucchero a velo e servitele con la salsa tiepida.
Buona serata
Liz

sabato 16 luglio 2011

SALSA DI POMODORI CON VERDURE

Questa conserva è una ricetta della mia famiglia, per una serie di motivi é legata soprattutto alla mia infanzia. I miei genitori amavano preparare svariate scorte sottovetro di frutta e verdura, soprattutto nei mesi estivi, in campagna.
Ricordo che c’era un grande tavolo all’aria aperta, un passaverdure gigante e tante bottiglie marroncine e varie arbanelle in fila, che aspettavano di essere riempite e poi riposte in dispensa, al buio, fino alla loro apertura, che non poteva assolutamente avvenire prima dell’autunno.
Ricordo anche i contadini che ci portavano le cassette piene di pomodori, che profumo! e nell’aria  si sentiva anche l’odore di legna bruciata, accanto al tavolo un grande fuoco con un enorme recipiente attendeva le bottiglie,  che venivano avvolte in  pezzi  di iuta, per evitare di farle scontrare tra loro e quindi “scoppiare”… ma ogni tanto qualcuna non ce la faceva.
Una parte di questa semplicissima salsa veniva arricchita con delle verdure e poi trasferita in piccoli vasi che avrebbero accompagnato i bolliti e gli arrosti della stagione più fredda.
Io ho sempre adorato questa salsa rossa, mi piacevano tutte le verdure, ma  trovare nel piatto una o due cipolline era una grande felicità J
Con questa conserva partecipo al contest di Dolcezzedinonnapapera  "Metti la natura sotto vetro"
Grazie Ale per l’invito, se non avessi partecipato al tuo contest forse non avrei mai provato a fare questa salsa, preparata oggi per la prima volta. 
Per 14 piccole arbanelle
(io preferisco usare quelle piccole in modo che, una volta aperte, vengano consumate nel giro di qualche giorno … se ci arrivano J )

Per la salsa
2 kg pomodori o passata di pomodoro in bottiglia
Zucchero
Sale

Per la conserva
Salsa di pomodoro
Carote - 300 gr
Fagiolini – 300 gr
Peperoni rossi e gialli – 300 gr
Sedano – 300 gr
Cipolline borettane o scalogni piccoli – 300 gr
Olio – 2 bicchieri
Aceto – 1 + ½ bicchieri
Sale

Non vi dico come fare la salsa di pomodoro, so che avete la vostra ricetta preferita, ho solo indicato la quantità dei pomodori per darvi l’idea della proporzione tra salsa e verdure.

Versate la passata di pomodoro in una pentola a fondo spesso, quando comincerà leggermente a bollire, aggiungete via via le verdure.
Vi elenco l’ordine da seguire e i tempi: in pratica, una volta partiti con la prima verdura potrete aggiungere le altre solo dopo aver superato i 5 minuti di cottura. Ricordatevi di coprire sempre la pentola col coperchio.
CAROTE e FAGIOLINI – 5 minuti
SCALOGNI - o CIPOLLINE – 5 minuti (purtroppo, per motivi di stagionalità, non sono riuscita a mettere le cipolline… eppure i miei genitori le trovavano!)
SEDANO – 5 minuti
PEPERONI – 5 minuti
Questi tempi di cottura vi daranno una salsa con delle verdure croccanti,  volendo qualcosa di più morbido potrete leggermente aumentarli, ma senza esagerare.
Trascorsi gli ultimi minuti di cottura dei peperoni, regolate di sale e versate l’olio e l’aceto: mescolate bene e proseguite la cottura ancora per dieci minuti.
Versate la salsa, ancora calda, nei barattoli (precedentemente ben lavati e asciugati), non arrivate all’orlo, ma state circa 1 dito al di sotto.

Per riempire le arbanelle…

... vi consiglio questo praticissimo imbuto, semplifica notevolmente l’operazione e  non c’e’ alcun rischio di sporcare l’imboccatura, che dovrà essere perfettamente pulita.
Tornando alla mia infanzia...
... vi voglio mostrare un carissimo ricordo del mio papà: questa è la versione “fai da te”, l’ha costruito saldando della latta… si lo so, è molto arrugginito, e ovviamente è inutilizzabile, ma è la mia “caccavella” preferita J

Riempite una pentola larga e alta con acqua tiepida e, una volta chiusi i tappi, immergete le arbanelle, avvolte in canovacci puliti: l’acqua dovrà superare il tappo delle arbanelle di almeno due dita e, durante la cottura, il livello non dovrà mai diminuire. In tal caso dovrete aggiungere altra acqua caldissima.
Da quando l’acqua inizierà a bollire, fate cuocere per 30 minuti. Al termine, lasciate i barattoli nell’acqua, fino a quando non si sarà completamente raffreddata. La pastorizzazione sarà ok se la parte centrale del barattolo si sarà abbassata.

Io ho preparato qualche cartoncino con il nome della conserva e la data di produzione: quest’ultima è molto importante, vi ricorderà quando potrete mangiarla (non prima di 60 giorni) e consumarla (non oltre 6/8 mesi).
E adesso tutte in dispensa, a riposare al buio, fino alla fine di settembre. Avrò tutto il tempo per pensare ad un piatto per inaugurare l’assaggio di questa “conserva casalinga”.
E visto che ho qualche vasetto in più, penso che ne regalerò qualcuno  a tutta la mia famiglia, sono sicura che anche per loro sarà bellissimo rivivere certi ricordi.

p.s.
in realtà era tanta la curiosità di provarla che ne ho messo una piccola porzione in frigo… il giorno dopo è scattata la “prova assaggio” …… J J J troppo soddisfatta!

Buona domenica
Liz 
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