venerdì 16 marzo 2012

LASAGNE AI DUE SALMONI


E’ uno degli ultimi piatti dell’inverno, dove i protagonisti sono il salmone fresco e quello affumicato. Non poteva mancare anche un ortaggio il cui sapore, secondo me, si sposa perfettamente con questi due ingredienti, il carciofo… a qualcuno avevo detto che lo avrei utilizzato ancora... J
E’ un primo veramente squisito, la sua preparazione è semplice e, come tutte le lasagne, può essere preparato con diverse ore di anticipo e cotto all’ultimo momento.
 
Per questi piatti non è fondamentale avere delle dosi precise, potete tranquillamente regolarvi da soli. Vi consiglio però di non eccedere con la quantità di salmone affumicato, come al solito, il suo sapore  non deve sovrastare quello degli altri ingredienti. E vi suggerisco di andare piano anche con il sale quando dovrete insaporire le altre preparazioni (salmone fresco, carciofi, besciamella). 

Sfoglie di pasta fresca (io ero un po’ di fretta, ho utilizzato quelle pronte, le “sfoglie velo”)
Salmone fresco (con la pelle)
Vino bianco secco
Ricotta
Carciofi
Salmone affumicato
Olio
Sale e pepe
Besciamella (30 gr burro, 30 gr farina, 250 ml latte, sale)

In una padella antiaderente versate un filo d’olio e fate cuocere il SALMONE FRESCO: dopo averlo leggermente rosolato da entrambe le parti, sfumate con il vino, salate e fate cuocere per alcuni minuti. Attenzione a non farlo asciugare troppo. Spegnete il fuoco, pepate, trasferitelo in un piatto, eliminate la pelle e, con l’aiuto di due forchette, riducete la polpa in piccoli pezzi e lasciate raffreddare.
P.S. Tenete il fondo di cottura del salmone, vi servirà successivamente per insaporire la besciamella.
Lavorate la ricotta per renderla bella cremosa e unite il salmone, amalgamando bene. Coprite e lasciate riposare.

Eliminate le foglie più dure dei CARCIOFI, privateli delle punte e della barba, tagliateli a fettine piuttosto sottili e lavateli in una ciotola piena d’acqua fredda, in cui avrete precedentemente stemperato un cucchiaio di farina.
Scolateli, passateli brevemente sotto l’acqua e fateli saltare in una padella in un velo di olio. Salate e proseguite la cottura solo per alcuni minuti, perchè non dovranno ammorbidirsi troppo. Lasciate intiepidire.

Tagliate il SALMONE AFFUMICATO a pezzettini.

Disponete sul piano di lavoro dei fogli di carta da forno.
Mettete una pentola piena d’acqua sul fuoco, portate a ebollizione, salate e immergete per qualche secondo le SFOGLIE, massimo due o tre per volta. Prelevatele con la schiumarola e trasferitele in una ciotola piena d’acqua fredda (ogni tanto sostituite l’acqua). Scolatele bene e appoggiatele, ben stese, sulla carta da forno.
Tagliate le sfoglie con un tagliabiscotti rotondo (da ogni mia sfoglia ho recuperato 4 dischi).

BESCIAMELLA
Passate il fondo di cottura del salmone attraverso un colino. Se risultasse troppo denso per filtrarlo, scaldatelo leggermente.
In un pentolino sciogliete il burro, allontanatelo dal fuoco e aggiungete la farina, un poco alla volta, mescolando bene. Unite anche il latte e il fondo di cottura del salmone, aggiustate di sale e rimettete sul fuoco, avendo cura di mescolare sempre e fino a quando la salsa non avrà raggiunto una certa densità (per queste lasagne io preferisco comunque una besciamella piuttosto morbida).

ASSEMBLAGGIO LASAGNE
Imburrate una pirofila e disponete i dischi di sfoglia.
Quando preparo delle lasagne di questo tipo, avendo un ricco ripieno, non vado mai oltre la farcitura di quattro strati, anche per motivi di cottura. Certamente non sono porzioni esagerate, ma piuttosto che comporre delle lasagne altissime, vi consiglio di servire ai vostri ospiti una doppia porzione.
Spalmate la crema di salmone, aggiungete un po’ di carciofi e completate con qualche pezzetto di salmone affumicato e qualche filo di besciamella.
Coprite con un’altra sfoglia e proseguite  con la farcitura dei vari strati, fino a raggiungere l’ultimo.
Appoggiate l’ultimo disco, versate sulla superficie un po’ di besciamella e infornate a 200° per circa 10/15 minuti.
Sono pronte quando la superficie risulterà dorata  e sentirete un fantastico profumino.
P.S. Dopo i primi 10 minuti, di solito preferisco coprire le lasagne appoggiando  un foglio di alluminio sulla pirofila e proseguire la cottura ancora per qualche minuto.
Buon fine settimana
Liz

lunedì 12 marzo 2012

STUZZICHINO AL PROFUMO DI MARE


Ricordate i tentacoli delle seppioline che avevo tenuto da parte?
Ecco la ricetta del sughetto che ho preparato e che ho utilizzato per servire uno stuzzichino al profumo di mare. Dico profumo perché, visto che il resto delle seppioline è finito tutto in insalata, non è che ci fosse tanta materia prima per preparare un sughetto di mare di tutto rispetto. Ma per questo piccolo finger food ci possiamo accontentare J

Le mie dosi, con quello che avevo…
Tentacoli seppioline (recuperate da 600 gr)
1 piccola cipolla
1 piccola carota
6 pomodorini Piccadilly
vino bianco secco
aceto di vino bianco
prezzemolo
olio, sale, pepe
3 patate a pasta soda

Preparate un battuto di cipolla e aglio.
Eliminate i semini dai pomodori e tagliateli a dadini.
Pulite i tentacoli e tagliateli a piccoli pezzi.
In una pentola (per questi sughetti utilizzo  spesso quelle di terracotta) versate un po’ di olio e fate soffriggere l’aglio e la cipolla.
Aggiungete i tentacoli e fate ben insaporire.
Sfumate con il vino e fatelo ridurre di circa la metà.
Unite i pomodori, salate, coprite col coperchio  e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti. Ogni tanto sollevate il coperchio, giusto per accertarvi che il sugo non si restringa troppo, eventualmente versate un mestolino di acqua calda.
Spegnete il fuoco, aggiungete una spruzzata di aceto, una generosa macinata di pepe e mescolate. Lasciate riposare a pentola coperta.

Sbucciate le patate, passatele velocemente sotto l’acqua e tagliatele per il lungo a uno spessore di circa mezzo centimetro.
Mettete una pentola piena d’acqua sul fuoco, portate a ebollizione, salate, dopo qualche minuto versate un cucchiaio di aceto ed immergete le patate. Lasciatele cuocere fino a quando risulteranno più morbide, ma facendo attenzione che restino belle sode.
Prelevatele con una schiumarola, adagiatele su un piatto e lasciatele raffreddare.
Tagliatele con un tagliabiscotti della vostra forma preferita: non è necessario, ma sono più carine J
Trasferitele su una placca da forno, spennellatele con un velo di olio e infornate a 200°. Lasciatele cuocere fino a quando non vedrete che si sarà formata una  crosticina e risulteranno leggermente dorate.
Trasferitele sui piatti, versate un cucchiaio di “profumo di mare” e una spolveratina di prezzemolo tritato.
Questo stuzzichino può essere trasformato anche in un goloso antipasto,  magari abbinandolo ad altri piccoli assaggi di mare… ci penso e poi vi dico J 

Buona serata
Liz 

venerdì 9 marzo 2012

RAVIOLINI DI COTECHINO SU CREMA DI LENTICCHIE


Questa ricetta proviene da un corso di cucina e, ora che ci penso, è la prima volta che pubblico un post con la pasta fresca fatta in casa.
Confesso che non mi cimento spesso in questa arte (nonostante abbia una mamma e una sorellina che sono maestre della pasta home-made); quando si ha un certo numero di ospiti, talvolta è più semplice andare su ricette meno impegnative. Non perché pensi che sia complicato impastare, semplicemente perché ci sono dei ripieni che spesso non consentono di confezionare la pasta con largo anticipo e poi conviene non farla mai seccare, cambierebbe il colore e anche il sapore ne risentirebbe. E si sa, quando si hanno ospiti, all’ultimo minuto ci sono sempre mille altre cose da fare…altro che impastare! 
Comunque, se anche voi siete abili nell’impasto, vi consiglio di prendere nota di questa gustosissima ricetta, potrebbe essere il piatto che offrirete ai vostri ospiti il prossimo Capodanno… sono sicura che gradiranno assaggiare l’abbinamento “lenticchie & cotechino” in una nuova veste.
E con questo piatto ho esaurito la mia ultima scorta di lenticchie!

E’ difficile darvi le quantità  precise degli ingredienti; considerate che, con mezzo cotechino e le dosi del mio impasto, ho preparato quattro  piatti, piuttosto abbondanti.

Per la crema di lenticchie
Lenticchie già cotte (secondo la vostra ricetta preferita o la MIA )
Brodo vegetale
(panna fresca - facoltativa)

Tenete da parte qualche lenticchia, che vi servirà per completare il piatto.
Frullate il resto allungando con un po’ di brodo. Volendo una crema più liscia, potete passarla anche attraverso un setaccio, per eliminare eventuali residui di buccia. Trasferite la crema in una brocca, tenendola coperta.

Per i raviolini
Pasta fresca (il mio impasto: 250 gr farina "00" + 120 gr uova (n.2) + 7 gr olio + 8 gr sale)
Cotechino già cotto e privato della pelle
Rosmarino fresco
sale

Tagliate gli aghi di rosmarino a pezzetti piccolissimi (con le forbici farete meno fatica).
Sgranate il cotechino.
Tirate la sfoglia piuttosto sottile e disponete i pezzi di cotechino ben distanziati tra loro. Insaporite con piccolissimi pizzichi di rosmarino.
Piegate la sfoglia, premete bene, avendo cura di togliere l’aria, e tagliate i raviolini con la rotella dentellata o con un tagliapasta.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, facendo attenzione a non far bollire l’acqua con troppa intensità, dovrà fremere leggermente, in modo che non si rompano i raviolini (e fuoriesca il ripieno).
Riguardo ai tempi di cottura vi consiglio l’assaggio... è difficile stabilirli con precisione, considerato che dipendono dal formato e dallo spessore della pasta.

Per il condimento avete due alternative:
potete trasferire la crema in una padella e far saltare delicatamente i raviolini, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta,oppure
distribuire qualche cucchiaio di crema, precedentemente scaldata, sul fondo del piatto e appoggiare i raviolini, coprendoli con qualche goccia di crema (prima foto).
Ricordatevi di aggiungere anche qualche lenticchia intera, scaldata in padella con un cucchiaino di brodo, e un po’ di pezzettini di rosmarino (e volendo anche un filo d'olio).

Desiderate dare alla crema una maggiore cremosità? dopo aver scaldato la crema di lenticchie, spegnete il fuoco, aggiungete qualche cucchiaio di panna fresca e amalgamate bene.

Per chi non avesse mai cotto un cotechino e non volesse usare quelli precotti, ecco alcuni consigli per la sua cottura.
Innanzitutto è importante che il fuoco sia piuttosto basso, il bollore troppo forte rischierebbe di rompere la pelle. 
Mettete il cotechino in una pentola piena d’acqua fredda NON salata (il cotechino è già saporito).
Appena raggiunge il bollore, buttate via l’acqua (ricca di grasso), riempite nuovamente la pentola con acqua tiepida e fate cuocere per circa 2 ore (dipende dalla dimensione).

Alle “maestre di casa”… contente?
E non sarà certo l’ultima ricetta con la pasta fresca, tengo la madia a portata di impasto J

Buona serata
Liz

martedì 6 marzo 2012

INSALATA DI SEPPIOLINE E CARCIOFI


Io ne approfitto, fino a quando è stagione, voglio proprio fare il pieno di carciofi, li adoro!
Questa insalata è semplicissima, il suo segreto è il taglio  sottile, quasi a velo, dei due ingredienti principali.
Basterà avere un buon coltello per ottenere un risultato piacevolissimo al palato.
E la mia proposta di oggi è in versione finger food J

Le dosi sono per una bella quantità… potete modificarle a piacere
600 gr seppioline
2 carciofi
1 bicchiere abbondante vino bianco secco
1 cipolla piccola
1 carota
olive taggiasche denocciolate
pinoli
limone
oOlio, sale, pepe

Pulite le seppioline ed eliminate i tentacoli: teneteli da parte, li potrete utilizzare per fare un sughetto… io l’ho preparato ed ho confezionato un piccolo antipasto, ma ve lo svelerò in un prossimo post J
Mettete sul fuoco una pentola con 1 litro di acqua, il vino, la cipolla sbucciata e la carota pulita e tagliata a pezzi e portate a ebollizione. Dopo 10 minuti, salate leggermente e poi tuffate le seppioline. Fate cuocere per 30 minuti circa, spegnete il fuoco e lasciatele raffreddare nell’acqua di cottura.
Nel frattempo pulite i carciofi e tagliateli in quattro parti, affettate ogni spicchio per il lungo a fettine sottilissime e mettetele a bagno in una ciotola piena d’acqua fredda, in cui avrete stemperato un cucchiaio di farina.
Tagliate le olive a filettini e tostate i pinoli in un padellino antiaderente (senza olio).
Scolate i carciofi, passateli brevemente sotto l’acqua e, quando saranno ben asciutti, conditeli con una leggera citronette: sciogliete un pizzico di sale in qualche goccia di limone, aggiungete l’olio a filo e sbattete fino a creare una bella emulsione.
Tagliate le seppioline a fettine sottilissime e conditele con sale, olio e una  macinata di pepe.
Preparate i piatti mettendo una base di carciofi, un po’ di seppioline, qualche oliva e un po’ di pinoli.
Volendo offrire un contrasto di temperature, potete servire questa insalata aggiungendo le seppioline dopo un breve passaggio al microonde.
E non dimenticate di preparare un po’ di crostini,  rigorosamente di pane di tipo rustico, ben spennellati con olio e passati in forno fino alla loro doratura.
Ho fatto un test… questo tipo di insalata acquista, ovviamente, maggior sapore se gli ingredienti vengono uniti e viene lasciata riposare almeno mezza giornata. Non essendoci temperature elevate, ho preferito tenerla fuori dal frigo. Invece, se fosse necessario tenerla al fresco, vi ricordo di tirarla fuori qualche ora prima di servirla.

Buona serata
Liz

venerdì 2 marzo 2012

TORTINE CON CARCIOFI E PORRI


E’ stata una settimana piena di impegni, un corso di pasticceria, l’incontro con Spyros, il primo MasterChef italiano, e poi ho dovuto smaltire tutto quello che si è accumulato per aver dedicato qualche ora a me stessa... tempo per il blog ZERO!
Ecco tutto ciò che sono riuscita a preparare:  si tratta di piccole quiches e la base è identica a quella delle "tartellette" con il riciclo delle lenticchie, postate di recente. E’ una ricetta velocissima, sicuramente avrete già cucinato questa torta nelle sue più svariate versioni, ma non avendo altre novità a disposizione… questo fine settimana cucinerò parecchio, per rimettermi in pari J

Per 8 tortine (diametro 10 cm)

Per la pasta brisée
Un consiglio (sorellina, leggi bene anche tu): preparatela in casa, ha un altro sapore! Anch’io talvolta ripiego su quelle confezionate, ma solo quando mi trovo con l’acqua veramente alla gola.
Tra l’altro, potete prepararla anche due giorni prima, o addirittura congelarla: in tal caso basterà trasferirla in frigo il giorno prima di utilizzarla.

125 gr farina
sale
65 gr burro a temperatura ambiente
acqua fredda qualche cucchiaio

Impastate velocemente la farina con un bel pizzico di sale e il burro a pezzetti. Quando l’impasto avrà assunto l’aspetto di tanti bricioloni, unite  l’acqua, un po’ alla volta, e continuate a impastare fino a quando non avrete ottenuto una pasta morbida e omogenea. Potete mettere anche gli ingredienti dentro a un  robot ma, anche in tal caso, aggiungete l’acqua solo quando l’impasto risulterà “bricioloso” (in tal caso le briciole saranno più piccole) e sempre un poco alla volta.
Avvolgete la pasta in un foglio di alluminio e lasciatela riposare in frigo per almeno 1 ora.

Per la farcia
1 carciofo
1 porro
100 ml panna fresca
100 ml latte intero
2 uova
150 gr ricotta
olio
sale e pepe

Pulite e tagliate i carciofi, prima a spicchi e poi a fettine piuttosto sottili (per il lungo). Immergetele in acqua fredda, in cui avrete precedentemente stemperato un cucchiaio di farina.
Lavate il porro e tagliatelo a rondelle di circa mezzo centimetro.
In una padella versate due cucchiai di olio, aggiungete il porro e fatelo leggermente appassire. Aggiungete anche i carciofi, precedentemente scolati e passati sotto l’acqua,  e saltate il tutto solo per qualche minuto: devono ammorbidirsi, ma non troppo, visto che poi cuoceranno ancora in forno. Salate, pepate e lasciate raffreddare.

Amalgamate bene le uova con il latte e la panna, salate e pepate.
Stendete la pasta, piuttosto sottile, e rivestite delle piccole tortiere antiaderenti (in mancanza di stampini antiaderenti, ricordatevi di imburrarli).
Appoggiate sul fondo della pasta qualche cucchiaio di verdure,
aggiungete anche qualche ciuffetto di ricotta, con l'aiuto di un sac à poche,
e poi versate la crema, fino ad arrivare a qualche centimetro al di sotto del bordo.
Infornate a 180° per 30 minuti circa, fino a quando la superficie non sarà ben dorata.
Attenzione! Vi ricordo che, utilizzando un solo stampo, più grande, il tempo di cottura sarà maggiore. Dopo i 45 minuti state nelle vicinanze del forno J
Lasciatele raffreddare leggermente, poi sformatele e, se possibile, servitele subito, tiepide.

Quando scelgo di offrire una quiche, di solito è perché ho aperto la cena  con un antipasto o un primo piuttosto sostanzioso e quindi preferisco  servire un secondo leggero, abbinato a una fresca insalata.
So bene che tanti non la considerano poi così leggera, ed è per questo che io la preparo sempre in piccoli formati! Ovviamente ne aggiungo qualcuna in più, giusto per quell’ospite che non ha il chiodo fisso della linea.
Inoltre, preparare la quiche monoporzione, ha anche un altro vantaggio, è molto difficile che avanzi: oltre alla farcia, un’altra  caratteristica di queste tortine è la fragranza del guscio ma, purtroppo, col passare delle ore, a causa del ripieno, tende a diminuire, acquistando una morbidezza che, personalmente, non trovo così appetitosa. 
Volendo dare una “marcia in più” a queste tortine, consiglio l’aggiunta (prima di infornarle) di qualche filetto di salmone affumicato, senza esagerare  con la quantità, perché il suo gusto non deve prevalere.
Avrei voluto metterlo  anch’io, ma il salmone è rimasto in frigo… è evidente che in questi giorni la mia testa fosse altrove… mah, vedremo se nel weekend  riuscirò ad essere più concentrata.

Buon fine settimana a tutti!
Liz

domenica 26 febbraio 2012

CROSTINI CON CIPOLLE E GORGONZOLA


Offrire un crostino durante un aperitivo penso che sia  sempre una buona scelta. Non so se capiti anche a voi, ma io trovo che alla "base", ovvero il pane, non venga quasi mai data grande importanza (mentre, secondo me, ci sono crostini e “Crostini”) perché, quello che cattura l’interesse e fa venire l’acquolina, è quasi sempre la copertura, ma in questo caso… vedrete che gli ospiti si accorgeranno della differenza e anche la base sarà una vera sorpresa!

E’ una ricetta  senza dosi, ma per darvi un ordine di grandezza considerate che, per preparare 20 bocconcini (cm 3 x 3), una piccola cipolla e 60 gr di formaggio sono stati più che sufficienti.

Per la base
Polenta
Preparate la polenta come siete soliti fare. Io, per questa ricetta, dovendo un po’ accelerare i tempi, ho scelto di utilizzare quella precotta.
Una volta cotta, trasferitela in uno stampo da plum-cake (io ho utilizzato uno stampo di plastica per il microonde) e lasciatela rassodare a temperatura ambiente.

Per la copertura
Cipolla Tropea
Gorgonzola dolce
Aceto balsamico
Olio
Sale e pepe
Tagliate la cipolla in 4 spicchi e poi a fettine sottili, ma non troppo.
In una piccola padella scaldate un po’ di olio, aggiungete le cipolle, salate e cuocete a fuoco dolce per circa 10 minuti. Fate attenzione a non bruciarle, eventualmente aggiungete un cucchiaio di acqua calda.
Quando si saranno ammorbidite, versate qualche goccia di aceto balsamico e fate evaporare. Pepate e lasciate raffreddare.
Nel frattempo lavorate il gorgonzola con i rebbi di una forchetta, fino a quando il formaggio avrà raggiunto una consistenza più liscia ed omogenea.

Prima di eseguire questo passaggio “trasferite il gorgonzola in un sac à poche con bocchetta festonata”, vi invito a leggere N.B. più sotto J

Sformate la polenta, tagliatela a fette di mezzo centimetro e ricavate dei piccoli quadrati con un tagliabiscotti, 
spennellate ogni fettina con un po’ di olio e passate in forno a 200° fino a quando la superficie non risulterà leggermente dorata.
Fate leggermente intiepidire.
Decorate ogni crostino con un po’ di cipolle e un ciuffetto di gorgonzola.
N.B.
Pensavo che inserire il formaggio in un sac à poche fosse una “genialata” invece per questi crostini, soprattutto per la consistenza di questo tipo di formaggio, non è così! E’ davvero antipatico, ogni volta che tentavo di staccarmi dal ciuffo già appoggiato sul crostino, per passare a farcirne un nuovo, non voleva proprio separarsi dalle cipolle, se le portava dietro.
Per i prossimi crostini, penso che spalmerò prima il  gorgonzola e poi lo copriro’ con le cipolle... volete un consiglio? Fate altrettanto, sarà meno coreografico, ma ce ne faremo una ragione!
Io ho dovuto confessare questo “inconveniente”, e citare la ricetta così come l’ho eseguita, solo perché le foto lo testimoniano… sono sicura che qualche lettore attento se ne sarebbe accorto J  

Buona settimana!
Liz

mercoledì 22 febbraio 2012

TARTELLETTE CON CREMA DI LENTICCHIE E SALSICCIA


Sicuramente avrete preso già mille spunti per riciclare gli avanzi di lenticchie del 31/12/2011, anche nel web ho visto parecchie ricette nei primi giorni del nuovo anno. Io ne ho conservato qualche porzione nel congelatore, ancora da smaltire, anche se,  vi confesso, non mi dispiace  cucinare  questo piatto anche in altri periodi dell’anno.
Ho pensato di proporvi questa ricetta soprattutto per presentarvi dei piccoli gusci di pasta brisèe: sono spesso alcune delle “sfiziosità” che mi piace offrire con l’aperitivo, anche in formati più piccoli, e ci sono infinite combinazioni per riempirli e renderli particolarmente golosi.
La ricetta delle lenticchie proviene dalla cucina della mia sorellina… ottima!
 
Per le lenticchie
200 gr lenticchie secche
1 carota piccola
1 cipolla piccola
concentrato pomodoro
brodo vegetale (o, come dice Vale, quello che avete)
salvia qualche foglia
1 peperoncino secco
olio
sale

salsiccia
pepe

Per le tartellette
250 gr farina
125 gr burro a temperatura ambiente
acqua fredda qualche cucchiaio
sale
ceci secchi per la cottura

Preparate la pasta brisèe
Impastate velocemente la farina con un pizzico di sale e il burro a pezzetti. Quando l’impasto avrà assunto l’aspetto di tanti bricioloni, aggiungete l’acqua, un po’ alla volta, e continuate ad impastare fino a quando non avrete ottenuto un impasto omogeneo. Potete lavorare questo impasto mettendo tutto dentro a un robot ma, anche in tal caso, aggiungete l’acqua solo quando l’impasto risulterà “bricioloso” (in tal caso saranno briciole più piccole) e sempre un poco alla volta.
Avvolgete l’impasto in un foglio di alluminio e lasciate riposare in frigo per almeno 1 ora.
Stendete la pasta in una sfoglia piuttosto sottile, tagliatela  con un tagliabiscotti del diametro leggermente superiore a quello dello stampino.
Foderate lo stampino con la pasta, con i rebbi di una forchetta bucherellate il fondo e le pareti e riempite lo stampino con un po’ di ceci secchi (o palline di argilla per uso alimentare).
Infornate a 180° per circa 10 minuti. Eliminate i ceci e lasciate cuocere ancora per qualche minuto, fino a quando anche l’interno delle tartellette sarà leggermente dorato. Sfornate, rimuovete le tartellette dagli stampini e lasciate raffreddare.


Piccola parentesi: ho saputo che qualcuno, provando una mia ricetta, non si è trovato con i tempi di cottura da me segnalati. Anche se, come già detto, non posto mai una ricetta senza averla prima testata, è possibile che temperature e tempi di cottura non siano precisissime. Cio' puo' dipendere dallo spessore dell’impasto, dalle dimensioni, dalle caratteristiche del proprio forno. Dove possibile, cerco sempre di riportare le misure degli stampi che utilizzo, ma il mio consiglio è di tenere sempre sotto controllo cio’ che infornate. Anche con ricette prese da riviste o libri famosi, spesso i tempi di cottura non sono attendibili al cento per cento.
Quindi, controllate anche queste tartellette. I miei tempi di cottura si riferiscono a tartellette diametro 7 cm .

Per le lenticchie di Vale… ricetta “senza tanti fronzoli…”
Il giorno prima mettete le lenticchie in acqua fredda (almeno 12 ore prima).
Scolate le lenticchie e passatele sotto l’acqua.
Tagliate la cipolla e la carota a dadini e fate soffriggere nell’olio.
Aggiungete le lenticchie, la salvia, il peperoncino, coprite con un po’ di brodo e aggiungete un po’ di concentrato di pomodoro.
Alla domanda “quanto le fai cuocere?” risposta della sorellina… “le vedi quando sono cotte!”
La sua ricetta prevede che, una volta cotto il cotechino, venga tagliato e messo insieme alle lenticchie, in modo da insaporirle bene... per questa ricetta... niente cotechino!

Eliminate la salvia, frullate una parte delle lenticchie, aggiungendo eventualmente qualche cucchiaio di acqua calda (o brodo vegetale). Non ne serve tanta, la chiamo crema, ma deve comunque avere una certa consistenza.
Aggiungete poi anche le lenticchie intere, mescolate bene e trasferite il composto in un sac à poche con bocchetta festonata larga.

Eliminate il budello dalla salsiccia, fatela rosolare in un padellino, senza alcun condimento, sgranandola con i rebbi della forchetta.
Mentre la salsiccia cuoce, farcite le tartellette con la crema di lenticchie, appoggiate sulla superficie dei pezzetti di salsiccia calda, una macinata di pepe e servite subito.
Nonostante le tartellette possano essere preparate giorni prima e conservate in una scatola di latta… davvero non trovate il tempo per farle?
Allora ecco l’alternativa! procuratevi del pane tipo rustico, tagliatelo a fette e poi a rettangoli. Spennellate la superficie con un velo d’olio, tostate in forno a 200° per qualche minuto e farcite i crostini come le tartellette… il successo è comunque garantito! 
E se deciderete di appuntarvi questa ricetta per il prossimo fine anno, potrete sostituire la salsiccia con piccoli pezzi di cotechino (in tal caso seguite il consiglio di Vale, lasciatelo riposare un po' insieme alle lenticchie.)

Prossimamente, sempre con un avanzo di lenticchie, l’ultimo, vi darò la ricetta di un golosissimo primo piatto… ho già tirato fuori la madia e la mia Imperia J
In questo momento quanto mi piacerebbe vedere la faccia della mia sorellina J … ma sicuramente non arriverà neanche a leggere la metà di questo lungo post L.

Buona serata
Liz
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