sabato 15 settembre 2012

GAMBERI CON FAGIOLI & FAGIOLINI


Vi ho già rivelato che spesso, quando acquisto gli ingredienti per preparare una certa ricetta, è molto facile che li “sfrutti” per prepararne altre… e così, quando ho cucinato "patate & fagiolini... con gamberi", mi sono messa alla ricerca di un altro antipasto con i gamberi, un po’ diverso. Quello che vi propongo oggi è semplicissimo da realizzare, sicuramente d’effetto e che, sono sicura,  incontrerà il gusto di molti. Approfittate degli ultimi fagiolini della stagione per farlo assaggiare ai vostri ospiti J

Per 8 antipasti, ma le quantità degli ingredienti principali possono variare secondo i vostri gusti e la dimensione che deciderete di offrire.

250 gr fagioli cannellini in scatola (per chi ha tanto tempo a disposizione, ecco le indicazioni per l'utilizzo di quelli secchi: metteteli in ammollo in acqua fredda per una notte. Scolateli e fateli cuocere a fiamma dolce in acqua, profumata con 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo sedano, 1 spicchio aglio e un mazzetto guarnito: alloro, salvia, prezzemolo. Salateli a fine cottura. Spegnete il fuoco e lasciateli intiepidire nell’acqua)
1 spicchio aglio piccolo
400 gr gamberi
300 gr fagiolini
1 cipollina fresca
olio
peperoncino in polvere
sale e pepe

Lessate i fagiolini in acqua bollente salata, lasciandoli piuttosto croccanti. Scolateli e passateli sotto l’acqua fredda. Tagliateli a metà, possibilmente della stessa misura J  
Scolate i fagioli dal liquido di conservazione, passateli brevemente sotto l'acqua e frullateli con l’aglio, un pizzico di sale, una macinata di pepe e dell’olio, versato a filo. Per non aggiungere troppo olio, consiglio di unire anche qualche cucchiaio di acqua tiepida, ma fate attenzione a non ammorbidire troppo la crema, perché dovrà avere una consistenza tale da poter comporre un tortino.
Eliminate il guscio e il filo nero dai gamberi, tagliateli a metà per il lungo, ma senza separarli dalla coda.
Iniziamo a comporre: io ho utilizzato un cercle à tarte perché, a differenza dei coppapasta a mia disposizione, tutti molto alti, si è rivelato più pratico. L’unico problema è che il diametro del mio cerchio è decisamente superiore a quello che avrei voluto per il tortino... comunque, voi li avete questi cerchi? 
Se posso darvi un consiglio, metteteli nella lista “da comprare”, non sono indispensabili, ma il loro corretto impiego è ben altro… si utilizzano per cuocere delle basi di pasta dal bordo perfettamente dritto… un esempio? delle tortine di pasta sucrée, fantastiche! Non basta per convincervi all'acquisto? E se vi dicessi che non finisce qui, ma si farciscono in vari modi, magari coperte da soffici  ciuffetti di mousse e decorate con della frutta fresca di stagione? Fatemi sapere se mai entreranno nei cassetti della vostra cucina, così vi passo la ricetta di queste tartes J
Torniamo alla nostra composizione! Appoggiate il cerchio sul piatto (o un tagliabiscotti, capovolto, in modo che la parte appoggiata sia quella che non tagli), 
riempitelo con la crema, livellando la superficie con i rebbi di una forchetta o il dorso di un cucchiaio, 
sollevatelo delicatamente e passate ai piatti successivi.
Tagliate la cipollina a fettine.
Mettete due padelle sul fuoco: nella prima, versate un po’ d’olio, fate rosolare la cipollina e infine aggiungete i fagiolini. Fateli saltare per qualche minuto a fiamma vivace. Salate e pepate.
Nella seconda, scaldate un filo d’olio con qualche grano di sale grosso leggermente pestato (oppure un pizzico di fleur de sel), aggiungete i gamberi e fateli saltare per qualche minuto, unendo anche un pizzico di peperoncino.

Con una pinza (vi aiuterà a posizionare meglio gli ingredienti) prelevate qualche fagiolino, appoggiatelo sulla superficie del tortino, 
aggiungete uno o più gamberi, completate con un filo di olio e servite subito.
A presto e buona domenica
Liz

domenica 9 settembre 2012

CHARLOTTE ALLE PESCHE


E’ uno dei primi dolci che ho imparato alla scuola di cucina, non è sicuramente tra i più semplici, ci vuole un po’ di tempo e di impegno, ma vi garantisco che ne vale la pena! E’ perfetto per questa stagione, fresco, profumato e nasconde tante sorprese... curiosi di scoprirle? Dài, mettetevi il grembiule e iniziamo a cucinare insieme! Gli affezionati della cuisine la base la conoscono, l’ho già utilizzata per confezionare tanti altri dolci J 

Per 6 piccole charlotte (coppapasta diametro 6 cm)

Base
3 tuorli
60 gr zucchero semolato
3 cucchiai di miele millefiori
300 ml latte intero
2 fogli gelatina alimentare (10 gr)
300 ml panna fresca

Sorprese & C.
2 pesche con polpa soda
100 ml vino bianco secco
2 cucchiai zucchero semolato
meringhe
amaretti
250 gr lamponi

Partiamo con la base: in una pentola per il bagnomaria sbattete con una frusta i tuorli con lo zucchero e il miele.
Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, strizzatela e fatela sciogliere per qualche secondo nel latte caldo. Trasferite il latte nel composto di uova, passandolo attraverso un colino.
Cuocete a fiamma bassa, mescolando continuamente, fino a quando la crema non velerà il cucchiaio. Amici principianti, occhio a non farla bollire, altrimenti non potrete utilizzarla e dovrete ripartire da zero.
Togliete la pentola dal fuoco, immergetela in acqua fredda e, dando qualche mescolata, soprattutto all’inizio, lasciatela completamente raffreddare.

Nel frattempo, sbucciate le pesche e tagliatele a spicchi, non troppo sottili. In una padella versate il vino e lo zucchero, lasciate bollire per un minuto, fino a quando non avrà assunto un aspetto sciropposo e aggiungete le pesche. Fatele cuocere solo per qualche minuto, dovranno rimanere croccanti. Prelevate le pesche, trasferitele in un piatto e lasciate raffreddare. 
Tenete da parte lo sciroppo in cui avete fatto cuocere le pesche, vi servirà per preparare la salsa che accompagnerà il dessert.
Montate la panna e mescolatene qualche cucchiaio alla crema, in modo da avvicinare le due diverse consistenze. Poi amalgamate la crema al resto della panna, un po’ alla volta e con movimenti delicati dal basso verso l’alto. Trasferite la ciotola in frigo.
Rivestite il fondo di ogni coppapasta con un pezzo di alluminio, facendolo  ben aderire alle pareti esterne, e appoggiateli su una superficie rigida, che possa essere trasferita facilmente in frigo (un tagliere andrà benissimo).
Spezzate grossolanamente le meringhe con le mani oppure…
ecco le mie "creature" che, data la loro piccola dimensione, non necessitano di alcun intervento…  ricordate che avevo fatto alcune prove con l’avanzo della base dei macarons? Beh, il risultato è stato talmente soddisfacente che la produzione è andata avanti J
Posizionate i pezzi di meringa sul fondo dei coppapasta, facendo uno strato uniforme (nel caso di quelle mignon home-made, io sono riuscita a metterne 5), recuperate la crema dal frigo e, aiutandovi con un piccolo mestolo, versate una quantità tale da ricoprire le meringhe (circa 1 dito). Trasferite in frigo i coppapasta e la ciotola con la restante crema. Lasciate riposare per circa 15/20 minuti, ovvero il tempo necessario per far rassodare - leggermente - la crema.
Nel frattempo, tagliate gli spicchi di pesca a metà.
Recuperate la ciotola e i coppapasta dal frigo, aggiungete i mezzi spicchi di pesca, posizionandoli a raggiera e coprendo tutta la superficie, versate un altro dito di crema e rimettete tutto in frigo per altri 15/20 minuti. Spezzate grossolanamente anche gli amaretti (per questi dolcini ancora nessun esperimento, ma mai dire mai J ).
Recuperate i coppapasta e la crema, aggiungete gli amaretti sbriciolati (in questo caso non ho coperto tutta la superficie, ma ho messo solo qualche pezzetto) e coprite con la restante crema, fino ad arrivare all’orlo dello stampo. Vedrete che qualcosa salirà in superficie… non preoccupatevi, si tratta solo degli amaretti J … con la punta di un coltello fateli tornare al loro posto, per non rovinare la sorpresa devono assolutamente restare affogati nella crema!
Coprite i coppapasta con un grande foglio di alluminio, trasferite in frigo e dimenticatevi delle charlotte per almeno 8 ore.
Per servire questo dessert ho scelto un piccolo piatto fondo di vetro: in questo modo ogni ospite riuscirà a raccogliere tutta la salsa che lo accompagna con estrema facilità…
…a proposito della salsa: frullate i lamponi e passate la polpa attraverso un colino. Versatela nello sciroppo, quello in cui avete fatto cuocere le pesche, e lasciate cuocere a fuoco basso per qualche minuto. Trasferite la salsa in una brocca e lasciate intiepidire.
Rimuovete il pezzetto di alluminio dai coppapasta, sformate le charlotte nei piatti, aiutandovi con un sottile spiedino per staccare il dolce dalle pareti dello stampo, decorate la superficie con della granella di amaretto, un lampone fresco e completate con la salsa… 
mi raccomando, siate generosi, ogni assaggio di questa charlotte dovrà essere avvolto da un velo di lamponi J 
Sapete che questo dolce può essere congelato? E’ anche per questo motivo che io lo considero uno dei miei jolly preferiti, accontenta proprio tutti, cuoca compresa J
… ma vi ricordo che, per servirlo della giusta consistenza, dovrete passarlo in frigo diverse ore prima. In questo caso, io preferisco rimuovere i coppapasta quando il dolce è ancora congelato: vi basterà passare un panno bagnato di acqua calda attorno alle pareti della forma e, con una leggera pressione   delle dita, spingerlo delicatamente fuori dall'anello.

Vi avevo accennato che vi avrei raccontato delle novità che mi riguardano, soprattutto vi avrei reso partecipi di ciò che ha reso questa mia estate degna di essere ricordata, anche se mi sta tenendo un po' lontano dalla mia cuisine... è giunto il momento di svelarvi il mistero... è il lavoro! 
Ebbene si, da un po’ di tempo sono passata in un altro ufficio, è sempre un impiego di tipo amministrativo ma, dopo 25 anni nel campo dell’informatica, mi sono ritrovata in un’azienda che è nel settore della ristorazione J. Sono molto impegnata, esco di casa all’alba e non rientro mai prima dell’ora di cena, ma quanta soddisfazione per questo nuovo lavoro, un’opportunità inaspettata e bellissima, un mondo tutto da scoprire e che ha riacceso un entusiasmo che ultimamente avevo un po’ perso.
Mi capirete quindi se non potrò garantirvi i post delle ricette con una certa frequenza e non avrò così tanto tempo da dedicarvi… è vero, c’e’ il week-end, ma ho bisogno di questi due giorni un po' per me, per dedicarmi anche agli altri molteplici interessi, ai giri di shopping con la mia sorellina e ai miei ospiti… qualcuno si è lamentato e dovrò assolutamente farmi perdonare con un invito davvero speciale.

Grazie a tutti e auguro anche a voi una splendida settimana J
Liz

domenica 2 settembre 2012

UN COUS COUS… FRESCHISSIMO!


Quest’anno è stata un’estate veramente particolare… per alcuni aspetti, assolutamente da ricordare mentre per altri… da dimenticare, e anche in fretta!
Vi racconterò presto tutti i dettagli di quella da ricordare… 
... invece, uno di quelli dell'estate da scordare, è stato  il caldo opprimente... io ODIO il caldo! infatti l’estate non è la mia stagione preferita.
Per alleviare questa mia sofferenza, ho cercato ricette semplici e piacevolmente fresche, ecco quindi l’idea di questo piatto, gustoso e preparato con fornelli rigorosamente spenti.
Ho pubblicato qualcosa di simile lo scorso anno, avevo completamente rimosso… rileggendo il testo devo dire che, rispetto a quella della scorsa stagione, in questa insalata sono stata meno parsimoniosa con la menta… probabilmente la scorsa estate non avevo tutta questa necessità di freschezza.

Per 6/8 porzioni

200 gr cous cous precotto (il mio è a grana grande)
1 cipolla bianca
2 pomodori sodi
30 foglie grosse di menta
30 foglie di prezzemolo
1 limone
olio, sale e pepe

Mettete il cous cous in una ciotola capiente e copritelo con dell’acqua calda, arrivando due dita al di sopra della superficie (p.s. seguite comunque le istruzioni sulla scatola del vostro cous cous).
Nel frattempo, pulite i pomodori, privandoli dei semi.
Recuperate la mezzaluna e, con un po’ di pazienza, tritateli. Trasferite in una ciotola.
Tritate poi la cipolla, aggiungetela ai pomodori e mescolate bene.
Infine, tritate anche gli aromi e uniteli alle verdure, amalgamando ancora.
Quando il cous cous avrà completamente assorbito l’acqua (ci vorranno circa 10/15 minuti), sgranatelo con i rebbi di una forchetta e unitelo, un poco alla volta, al resto degli ingredienti.
Preparate il condimento: sciogliete il sale nel succo del limone, aggiungete l’olio a filo, sbattendo con una forchetta, e aggiungete anche una generosa macinata di pepe. Versate sull’insalata e mescolate.
Io ho scelto di servirlo in piccole porzioni, vi avevo già presentato queste “mono taijne”, sono un simpatico acquisto proveniente dalla Francia… ça va sans dire J
Visto che le condizioni meteo di questo week-end non invitano a gustare un freschissimo cous cous,  forse oggi avrei dovuto proporvi qualche altra ricetta ma, come ho già avuto occasione di dirvi, non ho tanto tempo a disposizione, e perciò devo sfruttare ciò che ho già cucinato. Ma sono certa che ci saranno delle giornate settembrine in cui riuscirete ancora ad assaporare questa insalata oppure, segnatevela, potrebbe sempre tornarvi utile, il cous cous così cucinato è un evergreen dell’estate.

A presto
Liz

sabato 25 agosto 2012

INVOLTINI DI VERDURE


Amo le verdure cucinate in qualsiasi modo e d'estate, quelle ripiene al forno, vanno per la maggiore nella mia cuisine, ma questa volta ho cercato qualcosa di più sfizioso… le foto non rendono giustizia a questi bocconcini, ma vi garantisco che andranno a ruba, provateli J

La quantità delle verdure indicata, direi che è sufficiente per 4/6 persone… ma dipenderà ovviamente dalla “veste” che assumeranno questi involtini per il vostro invito… deciderete di offrirli come aperitivo oppure come antipasto?
Per quanto riguarda il condimento, ho scelto di indicare solo alcune delle quantità riportate sulla ricetta originale, ovvero quelle degli ingredienti che, secondo me, devono essere dosati con più attenzione. Per gli aromi invece,  potrete tranquillamente regolarvi da soli: rispetto a un ciuffo di prezzemolo e a un mazzetto di basilico, io ho aggiunto  qualche ciuffetto in più del primo e ho eliminato un po' di foglie dal secondo.
 
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 melanzana ovale
2 zucchine
basilico
prezzemolo
1 spicchio aglio piccolo
1 cucchiaino capperi dissalati
1 cucchiaino pasta acciughe
1 mozzarella
pane grattato
olio
sale (facoltativo)
Peperoni: fateli abbrustolire sotto il grill del forno, spellateli, eliminate i semi, i filamenti e il picciolo, e tagliateli per il lungo a strisce regolari. Vi ricordo che, per eliminare la buccia con facilità, conviene chiuderli per una ventina di minuti in un sacchetto di carta.
Melanzana e zucchine: tagliatele nel senso della lunghezza e fatele grigliare su  una bistecchiera. Dividete la melanzana a strisce, possibilmente della stessa larghezza delle zucchine (vedi n.b. in fondo).
Trasferite tutte le verdure sopra un tagliere, pronte per essere farcite.
Con la mezzaluna tritate il prezzemolo, il basilico e i capperi. Trasferite in una ciotola, aggiungete l’aglio spremuto, la pasta di acciughe e un po’ di olio (se fosse necessario, aggiungete un pizzico di sale).
Mescolate bene e spalmate un velo di questo condimento su ogni striscia di verdura.
Tagliate la mozzarella a piccoli pezzi (io ho utilizzato lo spremiaglio, si ottengono dei pezzetti che, durante la cottura, si sciolgono in un attimo). Se la mozzarella fosse troppo ricca di latte, trasferitela, già tagliata,  all’interno di un colino e lasciatela riposare per un po'. Appoggiatela infine  sulle verdure, senza esagerare con la quantità, avvolgete ciascuna striscia a involtino e infilate un piccolo spiedino per bloccare.
p.s. io ho utilizzato degli stuzzicadenti e, a causa della loro dimensione, più sottile rispetto a quella degli spiedini, si sono leggermente coloriti… metteteli a bagno in acqua fredda per 30 minuti, vedrete che manterranno un colore un po' meno tostato.
Ungete una pirofila, adagiate le verdure, spolverizzate la superficie con un velo di pane grattato, versate un filo di olio e fatele gratinare sotto il grill del forno. Non ci vorrà tantissimo, giusto il tempo per lasciar fondere la mozzarella e far colorire leggermente il pane grattato.
Il mio consiglio è di servirli tiepidi e magari accompagnarli con dei crostini di pane home-made.
n.b.
per avere degli involtini più gradevoli alla vista, ho tagliato le verdure in modo da ottenere delle strisce con larghezza e lunghezza simili... per smaltire gli scarti, sono sicura che riuscirete a trovare qualche golosa soluzione J

E per finire... GRAZIE DI CUORE A TUTTI GLI AMICI DELLA CUISINE, a chi ha scoperto da poco questa mia passione e a tutti gli affezionati, che apprezzano le mie proposte sempre con tanto entusiasmo J

Buona giornata e a presto
Liz

sabato 18 agosto 2012

ROTOLO DI TONNO


E’ un secondo semplicissimo e sono sicura che lo avete già assaggiato, viene anche chiamato salame o polpettone e si prepara in tante cucine, soprattutto durante l’estate. Oggi vi svelo la mia versione, quella di quando ero bambina, ma con l’aggiunta di una salsina molto gustosa, scoperta di recente.
E avete mai pensato di trasformarlo in un goloso finger food? Io si J
Per 4 persone

Per il rotolo
2 scatole da 160 gr di tonno in olio d’oliva (peso sgocciolato totale 200 gr circa)
2 uova
3 cucchiai parmigiano grattugiato
2 cucchiai pane grattato
2 cucchiai aceto di vino bianco

Per la salsa: le dosi sono indicative, trovate la vostra “combinazione” preferita mentre la componete.
1 mazzetto prezzemolo
1 piccolo spicchio aglio
1 cucchiaino capperi sottaceto
2 filetti acciughe sotto sale
mezzo limone
olio, sale, pepe

Prima di dedicarvi alla preparazione del rotolo, riempite una pentola, piuttosto larga e capiente, con dell’acqua e mettetela sul fuoco.
Sgocciolate leggermente il tonno e passatelo nel mixer fino a quando non l’avrete ridotto in una morbida crema.
Trasferitela in una ciotola e incorporate le uova. Unite il parmigiano e mescolate. Aggiungete anche il pane grattato e un  po’ di pepe macinato al momento e amalgamate nuovamente. Il composto dovrà avere una consistenza un po' meno cremosa, se fosse necessario, aggiungete ancora un po' di pane grattato, ma senza esagerare.
Recuperate un foglio di carta da forno e adagiate il composto: aiutandovi con una spatola, cercate di dargli la forma di un cilindro, avvolgetelo e legate le due estremità con un giro di spago da cucina.
Avvolgete il polpettone anche in un foglio di alluminio, sigillandolo bene  sopra e sui lati.
Appena l’acqua inizierà a bollire, aggiungete l’aceto e immergete il polpettone. Lasciate cuocere per circa 30 minuti. Durante la cottura l’acqua non dovrà bollire, ma dovrà fremere leggermente.
Due parole sul sale: io evito di aggiungerlo sia nel polpettone che nella sua acqua di cottura perché, servendolo con una salsa molto saporita, preferisco non rischiare…
Per preparare gli ingredienti della  salsa ci sono due alternative: mettere i primi quattro ingredienti in un mixer e azionare l’interruttore, oppure usare la mezzaluna… decisamente meglio! Innanzitutto dissalate le acciughe e poi, con un po’ di pazienza, tritate separatamente i quattro ingredienti. Il tempo non vi manca… oltre ai 30 minuti di cottura del polpettone dovrete attendere anche il suo raffreddamento J
Per preparare la salsa, vi consiglio di aggiungere gli ingredienti in piccole dosi, in modo da assaggiare in corso d’opera e correggere le varie quantità a seconda del vostro gusto.
In una piccola ciotola versate un po’ di sale e scioglietelo unendo qualche cucchiaino di limone spremuto e filtrato attraverso un colino.  A questo punto iniziate a unire gli ingredienti tritati, un po’ alla volta, aggiungendo anche dell’olio a filo. Continuate a mescolare fino a quando non avrete ottenuto  una salsina, non troppo liquida. 
Torniamo al polpettone… sollevatelo delicatamente dall’acqua (con due palette  sarà più semplice), eliminate il foglio di alluminio e lasciatelo riposare su un piatto inclinato, in modo da eliminare qualunque traccia di acqua.
Quando sarà completamente raffreddato, togliete anche la carta da forno e tagliatelo delicatamente con un coltello affilatissimo.
Preparare questo piatto il giorno prima  sarà una scelta davvero astuta, perché i sapori della salsa si amalgameranno perfettamente e anche il polpettone acquisterà maggior sapore.
In tal caso, tenete la salsina ben coperta e avvolgete il polpettone intero in un foglio di alluminio pulito, sigillando bene.
Per offrirlo come finger food: vi consiglio di utilizzare un tagliabiscotti (io ho scelto una forma quadrata, cm 3,5 per lato) e di pulire la formina a ogni nuovo  intaglio con un pezzo di carta da cucina, in questo modo eliminerete eventuali residui del taglio precedente che potrebbero rovinare quelli successivi.

Buona domenica
Liz

sabato 11 agosto 2012

CESTINI CON CREMA E FRUTTI DI BOSCO


Dopo i cestini di pasta sfoglia, come promesso, ecco un modello  più semplice e, questa volta, con una sorpresa dolce. Non richiedono un grande impegno, ma solo un po’ di velocità perché, purtroppo, la pasta phillo tende ad asciugarsi velocemente, ma potete farcela J
E’ un dolce che merita, fresco, leggero e potrete prepararlo anche con un certo  anticipo: la crema, con un giorno in più di riposo, acquisterà maggior sapore e i cestini, purché riposti in una scatola di latta, conserveranno tutta la loro croccantezza anche per diversi giorni.
Per 16 cestini (dipende dalla misura degli stampi che utilizzerete)
Per preparare questi cestini conviene utilizzare uno stampo multiplo per muffin, il mio consente di prepararne 12, diametro 7 cm
1 confezione di pasta phillo – per utilizzarla, seguite le istruzioni sulla confezione (la mia, l’ho scongelata a temperatura ambiente, lasciandola all’interno della confezione)
50 gr burro

Per la crema (per 8 cestini)
125 ml latte
1 tuorlo
40 gr zucchero semolato
15 gr farina
scorza di mezzo lime (per un sapore più deciso potete aumentare la quantità)
200 ml panna fresca

Frutti di bosco misti a volontà J

Dopo aver sciolto il burro nel microonde o a bagnomaria, possiamo partire con la preparazione dei cestini.
Vi avviso subito che, lavorando con delle sfoglie sottilissime, per evitare che i vari strati secchino, prepareremo 6 cestini alla volta, e ognuno sarà formato da 3 sfoglie di pasta. Anche per questi cestini avrei voluto documentare i vari passaggi con alcune foto, ma il rischio di ritrovarmi con una pasta non più utilizzabile era dietro l’angolo... tranquilli, è tutto molto semplice, non lasciatevi spaventare dalla lunghezza del post J
Come piano di lavoro consiglio di utilizzare una madia oppure una superficie piuttosto grande: appoggiate la pasta e apritela delicatamente, stendendola completamente sul piano di lavoro (non preoccupatevi se in qualche punto si romperà e vi resterà in mano qualche pezzetto, essendo sottilissima è quasi inevitabile). Davanti a voi, avrete un RETTANGOLO che, con un coltello molto affilato, dovrete prima tagliare a metà in orizzontale e successivamente in tre parti verticali, in modo da ottenere 6 QUADRATI. Mi raccomando, non separateli, lasciate il rettangolo composto.
Spennellate bene tutta la superficie del RETTANGOLO con il burro fuso.
Prelevate i primi 6 QUADRATI e appoggiateli, capovolti e distanziati tra loro,  su una superficie pulita, spennellateli con altro burro fuso;
passate un velo di burro sul RETTANGOLO, prelevate, uno alla volta, altri 6 QUADRATI e appoggiateli, sempre capovolti, sui primi sei, facendo in modo che le  “punte” non combacino, formando così una specie di “stella”, e passate un velo di burro fuso;
stendete un altro velo di burro anche sul RETTANGOLO, prendete altri 6 QUADRATI, appoggiateli, sempre uno alla volta e ancora capovolti, sulla stella, facendo sempre attenzione a mettere le punte un po’ sfalsate rispetto a quelle dei precedenti quadrati e infine spennellate con altro burro. Stendete anche sul RETTANGOLO un po' di burro fuso, in modo da mantenere la sfoglia umida mentre vi occuperete di trasferire i primi sei cestini nello stampo. 
Con la lama di un coltello sollevate delicatamente ogni “stella” e, aiutandovi con la punta delle dita, con estrema delicatezza, inseritele all’interno degli stampini, facendo leggermente aderire la pasta al fondo e alle pareti.
Procedete come sopra per fare gli altri cestini.
Infornate a 180°per circa 10/12 minuti: dopo 10 minuti controllateli, sono pronti quando risulteranno dorati. Lasciateli raffreddare e rimuoveteli dallo stampo.
Per i principianti e per chi ama cucinare con più tranquillità… per evitare che la pasta secchi, c’è un trucco per mantenerla umida… procuratevi un panno da cucina pulitissimo, passatelo sotto l’acqua e, dopo averlo ben strizzato, appoggiatelo su tutta la pasta: in questo modo potrete dedicarvi ai vostri cestini con più calma e dovrete passare il burro fuso solo quando il panno verrà rimosso. Mi raccomando però, non dimenticatevela, perché non resterà umida per sempre!
A meno che il numero dei vostri ospiti non corrisponda a quello dei cestini preparati, visto che la pasta non può essere ricongelata, potrebbe avanzarvene qualcuno…  sapete che sono perfetti anche per contenere un piccolo antipasto?

Passiamo ora alla crema: in pratica, si tratta di una classica pasticcera, profumata al lime e lavorata con della panna montata.
E’ un copia-incolla tratto da un precedente post…
… fate bollire il latte in una pentola (utilizzatene una che sia capace di contenere successivamente anche il composto di uova).
In una ciotola amalgamate bene con la frusta le uova con lo zucchero e la scorza del lime.
Passate la farina al setaccio e aggiungetela al composto di uova, amalgamando molto bene: è un passaggio fondamentale, eviterete così la formazione di grumi.
Versate un po’ di latte caldo nel composto di uova e amalgamate ancora.
Trasferite il composto di uova dentro al pentolino con il resto del latte e, sempre amalgamando bene e con una certa energia, portare a ebollizione. Dovrà bollire  solo per circa 30 secondi. La crema è pronta quando avrà raggiunto una certa densità.
Trasferitela in un piatto fondo, coprite subito con un foglio di pellicola trasparente, appoggiato direttamente sulla crema (eviterà che si formi una crosticina), e lasciate raffreddare a temperatura ambiente e poi trasferite in frigo.
Può essere fatta anche il giorno prima.
Montate la panna, prelevate qualche cucchiaio e unitelo alla crema, lavorate bene con una frusta, fino ad avere un composto omogeneo. Unite la crema al resto della panna, un po’ alla volta e con movimenti delicati dal basso verso l’alto. Trasferite la crema in frigo e lasciate riposare per qualche ora.
Per servire questi cestini ho seguito il suggerimento di una rivista, perché conviene inserirli all’interno di piccole coppe!... 
... riempiteli con una generosa dose di crema (la coppa garantirà di non perderne nemmeno un cucchiaio J),  e coprite con qualche frutto di bosco (io ho scelto un mix di fragole, more, lamponi, mirtilli e ribes).

Un consiglio… prevedete qualche frutto di bosco extra, ci sarà sicuramente qualche ospite che gradirà aumentare la dose del proprio cestino J
Buona domenica e a presto
Liz

sabato 4 agosto 2012

GELATINA IN COPPA


Visto che la scorsa estate il mio "tonno in trasparenza" ha riscosso un successo davvero inaspettato, quest’anno ho deciso di riprovarci con la gelatina, proponendovela in una versione che fa parte delle ricette di famiglia. 
Ricordo che i miei genitori la preparavano spesso in piccole formine e che le offrivano come antipasto; da bambina ne ho fatto diverse scorpacciate e ancora oggi l’adoro per la semplicità degli ingredienti che la compongono e per la sua freschezza, che in questa stagione è l’ideale.
Ho mantenuto tutti gli ingredienti originali, ma ho fatto un restyling della presentazione: le piccole coppe di vetro, oltre ad essere molto pratiche per un buffet, evitano anche complicate manovre per sformarle… la gelatina non è uno dei piatti più semplici da trasferire su un piatto da portata perciò, cari amici principianti, non avete scuse J
Inoltre, con la gelatina ognuno può dare sfogo alla propria vena creativa, con qualche accorgimento durante la composizione e un po’ di pazienza, è possibile  “costruire” un antipasto o un secondo davvero coreografico. 
Il protagonista principale è il pollo, preferibilmente bollito: io ho scelto delle cosce, le ho fatte cuocere lentamente in abbondante acqua fredda, a cui ho aggiunto 1  cipolla, steccata con 4 chiodi di garofano, qualche grano di pepe nero, 1 piccola carota, 1 gambo di sedano, 1 foglia di alloro e una manciata di sale grosso. Durante la cottura ho schiumato più volte la superficie e al termine, dopo aver prelevato le cosce, ho recuperato il brodo, filtrandolo attraverso un colino, l’ho lasciato raffreddare e l’ho trasferito nel congelatore… sarà un’ottima base per preparare uno dei primi risotti della prossima stagione J
Lasciate raffreddare le cosce, privatele dell'osso e scomponetele ricavando dei pezzi più o meno piccoli (dipende dalla dimensione delle vostre coppe).

Per comporre la gelatina vi serviranno questi altri ingredienti:
gelatina in dadi (con 1 dado riuscirete a ottenere 500 ml di gelatina)
prosciutto cotto a fette sottili
uovo sodo
giardiniera in aceto di vino bianco
prezzemolo
piselli (ho utilizzato quelli “fini” in scatola)
Le mie coppe hanno diametro 7 cm e altezza 2 cm perciò, per ogni ingrediente, è bastata una piccola quantità.

Per prima cosa, preparate la gelatina seguendo le istruzioni riportate sulla confezione e aromatizzatela con due cucchiai di aceto (di solito viene proposta un’alternativa, ovvero del succo di limone, ma in questo caso meglio l’aceto bianco). Trasferite la gelatina in una brocca con beccuccio e dimenticatevela fino a quando non sarà completamente raffreddata, a temperatura ambiente (non conosco la temperatura della vostra cucina ma, se superasse abbondantemente i 30 gradi come nella mia, sappiate che ci vorrà un po’ di tempo… mentre scrivevo questo post mi è venuto in mente che, per accorciare i tempi, avrei potuto immergere la brocca in acqua fredda… è decisamente più veloce e non c’e’ alcun pericolo che solidifichi!)
Tagliate la giardiniera a piccoli pezzi, scolate i piselli e passateli velocemente sotto l’acqua (per chi volesse utilizzare quelli freschi, sbollentateli in acqua salata e, una volta scolati, passateli sotto l’acqua fredda per mantenere un colore brillante).
Recuperate qualche bella foglia di prezzemolo e tagliate l’uovo sodo a fettine, possibilmente con l’apposito attrezzo.

Si parte con la composizione delle coppette!
Innanzitutto appoggiatele su un vassoio che potrà andare in frigo… per avere una serie di strati ordinati, sarà necessario procedere un po’ alla volta, ma vedrete che il risultato sarà particolare.
Vi svelo il trucco: versando prima  la gelatina liquida e posizionando i vari ingredienti successivamente e un po’ alla volta, sarete voi a decidere dove dovranno stare. Non ci credete? Allora provate a mettere tutti gli ingredienti insieme e poi a ricoprirli con la gelatina in un solo colpo, vedrete che ognuno andrà dove vuole e ciò che si vedrà in trasparenza sarà un insieme assolutamente disordinato!
Versate una piccola porzione di gelatina, posizionate una foglia di prezzemolo, parzialmente immersa nella gelatina e attaccata alle pareti della coppetta, e trasferite lentamente in frigo, mantenendo il vassoio il più fermo possibile.
Quando la gelatina risulterà leggermente rassodata (per verificare, basterà muovere delicatamente il bicchiere), tirate fuori il vassoio dal frigo, versate un'altra piccola quantità di gelatina liquida e posizionate qualche pezzetto di pollo e di prosciutto, trasferite nuovamente in frigo.
Trascorso un po’ di tempo (non sono in grado di darvi i minuti precisi, perchè dipende dalla quantità di gelatina e dalla temperatura del vostro frigo) controllate nuovamente la gelatina: se risulterà leggermente rassodata, riprendete il vassoio, versate altra gelatina liquida e affogate qualche pisello e qualche pezzetto di giardiniera.
Altro giro in frigo, facendo sempre attenzione a non muovere troppo il vassoio durante il trasferimento.
Riprendete le coppette, sempre quando la gelatina sarà leggermente rappresa, e terminate l’assemblaggio versando un ultimo strato di gelatina liquida (fate in modo che ne rimanga ancora una piccola quantità), arrivate quasi all’orlo delle coppette e completate con una fetta di uovo: trasferite in frigo e con la gelatina liquida avanzata, questa volta, arrivate fino al limite del bordo: per dosare meglio questa ultima quantità, io mi sono servita di una piccola siringa.
Lasciate riposare per alcune ore, fino a quando le gelatine non saranno perfettamente rassodate.
Per evitare di rimanere senza gelatina, vi consiglio di prepararne una dose doppia, non è simpatico ritrovarsi a metà lavoro ed accorgersi che la quantità non è sufficiente… così facendo, mi è toccato mangiare gelatina per tutta la settimana, ma per me non è stato certo un sacrificio… d’altra parte, so che mio marito non ama questo piatto, mentre è molto goloso di quella dolce… non perdetevela, prossimamente su questi schermi J 

Grazie alle nuove amiche della cuisine, grazie per le visite e grazie per i commenti, è sempre un grandissimo piacere ritrovarvi J

Buona serata e buona domenica
Liz
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